Si è potuto vedere come negli ultimi mesi il tema ambientale abbia acquisito grandissima attenzione soprattutto tra i giovani, direttamente interessati; si è constatato come, alla sensibilità, si sia unita la mobilitazione, manifestazione della spontanea e sincera voglia di apportare un cambiamento reale e sbloccare la situazione, interrotta dai governi, in primis quelli dei paesi chiave nella risoluzione della questione come USA e altri in via di sviluppo, sordi agli appelli della comunità scientifica e attenti agli interessi delle classi borghesi e industriali, principali responsabili del cambiamento climatico; abbiamo però allo stesso tempo realizzato  la grave mancanza, da parte degli studenti, di una conoscenza approfondita e reale delle cause e degli effetti del cambiamento climatico.

Questa mancanza è responsabilità parziale della scuola, principale luogo di formazione che dovrebbe mettere a conoscenza i ragazzi delle problematiche del loro mondo e dare loro strumenti critici per la risoluzione dei problemi che li circondano. Allo stesso tempo questo stesso organo, la CPS, ha dimostrato negli anni l’incapacità di far attenzionare i propri rappresentati, attraverso iniziative nelle scuole, materiale informativo o altro, a temi di vitale rilevanza.

In questo caso il tema che vogliamo affrontare riguarda a 360 gradi lo sviluppo futuro dell’umanità. L’argomento è estremamente delicato e non può essere preso sottogamba. Le scuole hanno il dovere di affrontare con decisione il problema dello sfruttamento ostinato della natura, e dire, senza timore, che questo attuale modello di sviluppo industriale basato sull’utilizzo senza scrupoli delle risorse naturali, in particolare di quelle del sottosuolo come i combustibili fossili, non è sostenibile ormai da decenni. Allo stesso tempo il maggior organo di rappresentanza degli studenti deve farsi toppa della grave mancanza delle istituzioni.

Michael E. Mann lo diceva: se i governi avessero colto immediatamente l’appello del mondo della scienza, invece di fare oscurantismo, adesso non avremmo tutta questa fretta. (https://it.wikipedia.org/wiki/Michael_E._Mann)

Purtroppo questo problema non è mai stato affrontato in tutta la sua completezza e complessità ma non è ancora troppo tardi per farlo, possiamo ancora farci carico di quegli errori passati ed impostare un percorso che sia finalmente in controtendenza. Gli studenti di Roma, tramite il loro organo di massima rappresentanza – la Consulta Provinciale degli Studenti di Roma – intendono in questo caso porsi in opposizione a chi dice che non si può più fare niente o, peggio, nega il drastico cambiamento climatico, e dimostrare che la componente studentesca attiva e organizzata è in grado di apportare il giusto cambiamento.

Ci mancano conoscenze specifiche, è vero, ma chi è più adulto di noi evidentemente non è abbastanza maturo per farsi carico lui stesso del problema che noi vogliamo affrontare. Il 15 marzo scendendo in piazza non ci siamo mai autoproclamati come perfetti conoscitori della problematica e delle sue soluzioni ma abbiamo preteso, e continueremo a farlo, una risposta da parte di chi invece ha il dovere di ascoltare i competenti e dimostrare risolutezza al fine di porre in essere politiche positive per il nostro pianeta e per il nostro futuro.

Abbiamo chiesto ai governi di fare qualcosa dal momento che loro possiedono la capacità per impostare un cambiamento radicale, perlomeno potenzialmente, ma del resto i fatti sono altra cosa. Se dobbiamo essere costretti a muoverci da soli lo faremo, ma non è sicuramente una scelta sana e che porterà a radicali soluzioni. “Muovetevi!, ed in fretta”: questo è il nostro appello alla cittadinanza ed alle classi politiche dell’Italia.

Non lasciateci il fardello di essere il buon esempio.

Noi che crediamo ancora nella politica come strumento non ci tiriamo indietro a utilizzarla per uno scopo così importante.

Il problema in questione è grande, enorme, più o meno come il pianeta.

FINALITA’

Formare, sensibilizzare e rendere consapevole la componente studentesca sul tema del rispetto ambientale.

Informare gli studenti circa quelle che possono essere buone pratiche ambientali da attuare nelle loro scuole.

OBIETTIVI

Il progetto si pone quindi di:

  • Realizzare un ciclo di conferenze e formazioni sul tema ambientale;
  • Sensibilizzare la componente studentesca tramite il confronto con esperti in materia ambientale

PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITÀ

Il ciclo di conferenze (due o tre, in base alle disponibilità dei relatori e degli spazi dove svolgerle) si svilupperà nelle prime due settimane di maggio, individuando durante questo periodo alcune mattinate durante le quali svolgere la conferenza. La partecipazione alle conferenze sarebbe aperta a tutti gli studenti delle scuole superiori di secondo grado che vogliano farlo. L’assenza degli studenti verrebbe giustificata dalla Consulta di Roma.

Sono individuati per la realizzazione delle conferenze i seguenti luoghi: Sala  della Protomoteca (300 posti), le aule dell’Università La Sapienza e dell’Università Roma Tre in base alla disponibilità.

Come relatori delle varie conferenze sono individuati, tra gli altri, Antonello Pasini (climatologo del CNR), Mario Tozzi (geologo e divulgatore scientifico). Il Consiglio di Presidenza si prende l’onere di individuare, se necessario, delle ulteriori figure che abbiano competenze scientifiche e che possano dare un contributo alla formazione degli studenti sulle tematiche ambientali.